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Rinnovo della concessione

Il Comune manda l’avviso all’indirizzo del concessionario originario, che spesso non esiste più da vent’anni. Così la gente scopre la scadenza quando è già passata.

Quando scade

Trent’anni per un loculo ordinario, dieci per l’inumazione in campo comune, da cinquanta a novantanove per tombe e cappelle. La data è scritta sul libretto della concessione; se non l’avete, la troviamo noi in archivio.

Se rinnovate

Il rinnovo si chiede prima della scadenza e vale di solito altri trent’anni. Si pagano i diritti aggiornati alla tariffa attuale, che sono più bassi del prezzo di un acquisto nuovo.

Presentiamo noi la domanda e paghiamo per vostro conto. Serve un documento del concessionario o dell’erede, e l’atto originale se ce l’avete.

Se non rinnovate

Il Comune procede all’estumulazione. I resti vengono raccolti e, se la famiglia non dice nulla, finiscono nell’ossario comune.

In alternativa si possono raccogliere in una cassetta di zinco e mettere in un ossario o in una celletta, che costano molto meno di un loculo. Oppure si può chiedere la cremazione dei resti, che è la strada più economica in assoluto.

Quanto costa la pratica

220 euro il nostro lavoro, diritti comunali esclusi. La verifica della scadenza in archivio, invece, è gratuita: chiedetecela anche solo per scrupolo.

Non sapete quando scade?

Diteci nome del defunto e cimitero: la verifica in archivio non si paga.